Quando si affronta un tumore, una visita cardiologica può sembrare un appuntamento in più. Eppure, in alcune situazioni, prendersi cura del cuore aiuta anche il percorso oncologico. La cardioncologia nasce per questo: valutare e gestire la salute cardiovascolare insieme alle cure contro il cancro, con un programma adatto alla singola persona. ESC 2022; ESMO 2020.
Che cosa significa cardioncologia
La cardioncologia, o cardio-oncologia, mette in relazione cardiologia e oncologia. Si occupa del cuore e della circolazione delle persone con un tumore, prima, durante e dopo i trattamenti. Non significa che il tumore abbia colpito il cuore e non è riservata a chi ha già una cardiopatia.
Alcune terapie oncologiche possono influire sulla capacità del cuore di pompare sangue, sul ritmo cardiaco, sulla pressione o sui vasi sanguigni. Questo può riguardare determinati farmaci chemioterapici, terapie mirate, immunoterapie e la radioterapia quando interessa il torace. Non tutte le cure hanno gli stessi effetti e riceverle non significa sviluppare necessariamente un problema cardiaco. ESC 2022; ESMO 2020.
Perché una valutazione prima delle cure può essere utile
Il punto di partenza è conoscere il rischio personale. Contano le terapie previste, eventuali trattamenti oncologici ricevuti in passato, l’età e le condizioni cardiovascolari. Pressione alta, diabete, colesterolo elevato e fumo sono aspetti da considerare, così come una malattia del cuore già nota.
Una valutazione iniziale permette di identificare problemi da trattare e di stabilire quali controlli siano utili nel tempo. Può quindi avere senso anche se ci si sente bene. Il coinvolgimento di un cardiologo è particolarmente importante quando il rischio è elevato o esistono già malattie cardiovascolari.
Non tutti hanno bisogno dello stesso percorso: oncologo e cardiologo concordano gli accertamenti appropriati, senza aggiungere esami inutili né ritardare senza motivo le cure oncologiche. HFA e IC-OS 2020; ESMO 2020.
In cosa consiste la visita cardiologica cardioncologica
La visita parte da un colloquio sui sintomi, sulla storia clinica e sui medicinali assunti, integratori compresi. Il cardiologo esamina anche il programma oncologico e valuta la persona, misurando la pressione e ricercando eventuali segni di un problema cardiovascolare.
Gli accertamenti possono comprendere un elettrocardiogramma, per osservare il ritmo del cuore, e un ecocardiogramma, cioè un’ecografia che ne valuta struttura e funzionamento. In alcuni percorsi vengono utilizzati anche esami del sangue specifici. La scelta dipende dal trattamento e dal rischio: non sono esami da eseguire tutti, automaticamente, a ogni visita.
Per alcune terapie, confrontare l’ecocardiogramma iniziale con quelli successivi aiuta a riconoscere cambiamenti anche prima che compaiano disturbi. A questo contribuisce anche l’utilizzo di parametri sensibili come il global longitudinal strain (GLS), che descrive come si contrae il muscolo cardiaco. L’esito della visita serve quindi a costruire un piano di controllo e, quando necessario, di trattamento. HFA e IC-OS 2020; ESMO 2020; ESC 2022; BSE e BCOS 2021.

Quali benefici può offrire al paziente oncologico
Un primo beneficio è prendersi cura di condizioni già presenti, come l’ipertensione o una cardiopatia. Un secondo è riconoscere tempestivamente eventuali effetti cardiovascolari delle terapie, per valutarli e intervenire quando indicato. Non esiste però un farmaco protettivo da prescrivere indistintamente a tutti.
Il lavoro congiunto dei due specialisti aiuta inoltre a scegliere come proseguire il percorso oncologico. Un’alterazione in un controllo non comporta automaticamente la sospensione della cura: va interpretata nel contesto clinico. In alcune situazioni si può continuare con una gestione cardiologica adeguata; in altre può essere necessario modificare o interrompere temporaneamente il trattamento.
L’obiettivo è ridurre le complicanze e favorire la continuità delle cure quando è sicuro farlo. Non è una garanzia che ogni problema possa essere evitato: le decisioni bilanciano la salute del cuore e il beneficio della terapia contro il tumore. ESMO 2020; BSE e BCOS 2021; ESC 2022.

Il cuore merita attenzione anche dopo i trattamenti
Il termine delle cure oncologiche non coincide sempre con la fine dell’attenzione cardiovascolare. Alcuni effetti possono manifestarsi più tardi. Per le persone a maggior rischio possono essere indicati controlli anche dopo il trattamento, con tempi stabiliti in base alle terapie ricevute e ai risultati precedenti.
Questo non significa sottoporsi a esami frequenti per tutta la vita senza una ragione. Significa avere indicazioni chiare su chi seguirà la salute del cuore e su quando rivalutarla, senza trascurare la pressione e gli altri fattori di rischio. ASCO 2017; HFA e IC-OS 2020.
Cosa è utile per la visita e quando chiedere aiuto
Per rendere utile il colloquio sono fondamentali il programma delle cure oncologiche, i referti cardiologici precedenti disponibili, gli esami recenti e un elenco aggiornato di farmaci e integratori.
È importante riferire anche eventuali disturbi avvertiti, come affanno di nuova insorgenza o in peggioramento, palpitazioni persistenti o gonfiore alle gambe, che non sono da attribuire automaticamente alle cure.
Dolore toracico improvviso, grave difficoltà a respirare o perdita di coscienza richiedono assistenza urgente: chiamare il 112 e non aspettare la visita programmata. È importante non modificare autonomamente la terapia oncologica o cardiologica. ESC 2022; ASCO 2017.
Cosa portarsi a casa
La visita cardioncologica è un modo per integrare la protezione del cuore e della salute cardiovascolare nel percorso contro il tumore. Può essere utile anche prima di eventuali sintomi, ma esami e controlli devono essere personalizzati. Non per forza tutti coloro che devono affrontare cure oncologiche necessitano di una visita cardiologica dedicata, per cui è utile chiedere all’oncologo di riferimento se questa valutazione sia indicata nel proprio caso.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale.
Fonti ufficiali
- Lyon AR e colleghi. Linee guida ESC sulla cardioncologia. European Heart Journal. 2022;43:4229–4361.
- Curigliano G e colleghi. Consensus ESMO sulla gestione cardiovascolare dei pazienti oncologici. Annals of Oncology. 2020;31:171–190.
- Lyon AR e colleghi. Position statement HFA e IC-OS sulla valutazione iniziale del rischio cardiovascolare. European Journal of Heart Failure. 2020;22:1945–1960.
- Dobson R e colleghi. Linee guida BSE e BCOS sul controllo ecocardiografico. Echo Research and Practice. 2021;8:G1–G18. Raccomandazioni riferite in particolare ad antracicline e terapie anti-HER2.
- Armenian SH e colleghi. Linee guida ASCO sulla prevenzione e il monitoraggio della disfunzione cardiaca. Journal of Clinical Oncology. 2017;35:893–911.
